Una precisazione per l’amica Gianna Spadaccini

Carissima Gianna,
l’amico Fernando D’Annunzio ha ottimamente ricordato l’esistenza del toponimo popolare li murticillә che non designa la cappella in quanto tale (già allora popolarmente denominata casetta), ma l’ intera area di sepoltura degli infanti non battezzati e degli impenitenti. Le Deliberazioni decurionali del 1837 (vale a dire, le delibere del consiglio comunale nel Regno delle Due Sicilie) tacciono sull’argomento. L’unica testimonianza contemporanea pubblicata è quella di Marchesani che scrive (p. 169): «a’ neonati non giunti al battesimo e agl’impenitenti è assegnata la cappella di Madonna del Soccorso». Ricordo che, in generale, l’indicazione dell’edicola rurale non riguarda le sepolture all’interno, ma fuori dalla cappella in fosse comuni. Ma ciò solo in casi eccezionali e per epidemie di grande mortalità. Il Diario di Florindo Muzii alla data 5 luglio 1837 sottolinea la notizia delle preghiere fatte nelle chiese di Vasto per evitare il colera che, in quello stesso periodo, semina morte a Portocannone. La conta dei morti per l’epidemia è relativamente bassa per quei tempi: 15 decessi su 16 contagi. Ma tutto questo non riguarda le sepolture a Madonna del Soccorso. Avrà importanza per accelerare solo la costruzione definitiva del Camposanto in località Cacciotta (detta anche Catello) nel 1840.
Dico questo perché, seppur realizzato in quell’anno, il Camposanto verrà inaugurato quattro anni più anni: il 21 febbraio 1844, giorno delle Ceneri. Il ritardo è dovuto per una ragione: l’individuazione di un sito destinato a non battezzati e impenitenti, in quanto le disposizioni di legge del Regno delle Due Sicilie prevedono la sepoltura nel cimitero solo per i battezzati e per chi riceve l’estrema unzione. In altre parole, risultano esclusi tutti quelli che muoiono fuori di casa o dagli ospedali (gli impenitenti).
Dove vanno interrati? In un luogo a parte. La Comune di Vasto (non il Comune. Il genere è femminile in quanto derivato dal francese. In dialetto si diceva la Cummuîne) decide di costruire il Cimitero a sud del vecchio (per intenderci, l’aggiunta del 1929), senza alcun passaggio di intercomunicazione. Divisi da un muro cinta comune. Tutta la documentazione è conservata nell’Archivio Storico Comunale di Vasto nella busta 59, fasc. 127.

Un abbraccio
Luigi Murolo

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