«MA CHI È?»

di Luigi Murolo

Singolare e originale la collocazione di due targhe stradali, con diversa denominazione, nello stesso sito: la prima, in alto, ex-via Gabriele Rossetti; la seconda, in basso, via Francesco Pietrocola. Vasto riserva sempre piacevoli sorprese: così, quando ci si collega su Google maps non solo si incontra via F. Pietrocola (traversa di via Roma), ma anche via dr. Francesco Pietrocola (addirittura in grassetto, in luogo di via Stromboli, traversa di via Magnacervo). Dunque, la contemporaneità di due via Francesco Pietrocola; un vero primato antroponimico che solo Google maps riesce a cogliere in tutta la sua straordinaria particolarità.

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Ma torniamo per un momento alla ex via Gabriele Rossetti, con il solito informato che dice: come, due diverse intitolazioni alla stessa persona? Come è stato possibile? Ebbene sì, due indicazioni oggi. Ma niente rispetto al passato. Prima dell’inaugurazione dell’attuale piazza Gabriele Rossetti (1926), oltre all’omonima via, esistevano Largo Gabriele Rossetti (attuale Largo del Teatro) e corso Gabriele Rossetti (attuale direttrice via Crispi-via Roma). Un bel guazzabuglio, insomma. E tutto a maggior gloria del Vate risorgimentale. Ma se è vero che Largo e Corso venivano cancellati prima del fatidico 12 settembre 1926, c’è da chiedersi come mai sia sopravvissuto il nome della piccola via?
In realtà, si tratta della prima timida celebrazione di Gabriele in città (appena otto anni dopo la pubblicazione del Sillabo di Pio IX [8 dicembre 1864]) avvenuta con la delibera di Consiglio comunale del 16 ottobre 1872 (la n. 111 all’o.d.g. dell’anno solare) di cui era relatore Giuseppenicola Pietrocola, presidente della Commissione comunale per la etichetta alle strade. La manovra toponomastica (di ben 130 nomi) prevedeva la conferma o la revisione della precedente carta toponomastica dell’autunno 1854 (133 nomi), in cui la via in questione era indicata come “Quarta strada”. In tal senso, il passaggio da “Quarta Strada” a “via Gabriele Rossetti” testimoniava il primo serio tentativo di celebrazione di un nome che il clericalismo del tempo giudicava come intollerabile (a titolo informativo preciso che la “Quinta strada” del 1854, nel 1872 veniva intestata a Domenico Rossetti, fratello di Gabriele, che solo la carta toponomastica del 1933 avrebbe sostituito con il nome di Dermino Mayo).
A conti fatti, questo risulta essere il significato di quella targa funzionale per 143 anni, pensionata solo con l’attuale 2015. Nessuna confusione, fino a oggi, con l’omonima e più importante piazza. Ma perché rendere proprio ora “ex” la bella targa in ceramica dai caratteri bodoni in blu? Chi ha deciso la sostituzione onomastica? Ma, soprattutto, chi è stato il Francesco Pietrocola cui si riferisce l’iscrizione stradale? Di Pietrocola che meriterebbero una titolazione di strada ce ne sono molti: ad esempio, Floriano il patriota, Nicolamaria l’architetto, Giuseppe l’ultimo rettore dell’Università di Napoli in periodo borbonico, Emanuele l’editore. Per quanto abbia compiuto più di un sforzo di identificazione, non ho capito chi sia questo Francesco (il solito pessimo e inveterato difetto di non dare alcun riscontro del personaggio ricordato). «Ma chi è alla ffòra?» avrebbe detto Edoardo Bennato in una delle sue celebri “canzonette”. «Ma chi è?». Potrebbe l’anonimo autore di questa nominazione dare qualche lume (e almeno invitare Google maps a eliminare uno dei due Francesco, se non entrambi)? E soprattutto: potrebbe qualche consigliere comunale interrogare il Sindaco? Per quanto tempo ancora dobbiamo continuare con questo pressappochismo? Quanti Francesco Paolo Della Penna dobbiamo continuare a ingoiare?

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