STEMMA DI VASTO: DI NUOVO SULLO STESSO TEMA

di Luigi Murolo
Torno su di un argomento già affrontato in precedenza. Mi riferisco allo Stemma di Vasto descritto al § 2.6 dello Statuto comunale in vigore che recita in questi termini:

«Lo stemma “è un campo levigato ellittico quadripartito da diametri dell’ellissi, ove a destra del risguardatore il colore aureo in alto e l’argenteo in basso rifulgono, mentre opposto sito tengono i due metalli a sinistra”. Inoltre è “modellato sul descritto stemma il comunal sigillo”, circondato dalla leggenda “Vastum olim Romanum Municipium».

Questa la figurazione:

a

Al contrario, osservando il labaro della città si ottiene una descrizione diversa che, secondo il linguaggio araldico, assume la seguente dicitura:

«inquartato al primo e al quarto quarto d’argento e al secondo e al terzo di rosso sormontato da corona con foglie di acanto d’oro di cui cinque visibili, sostenute da punte , e alternate da otto perle, di cui quattro visibili e il tutto racchiuso dal motto “Vastum olim Histonium Romanum Municipium”».

 

b
Faccio presente che, nelle rappresentazioni comuni, l’argento è sostituito dal bianco e l’oro dal giallo.
Stando così le cose, ci troviamo di fronte a una profonda discrepanza tra la norma dettata dallo Statuto e la rappresentazione.
Delle due ipotesi, l’una: o è errata la blasonatura del labaro o quella contenuta nello Statuto Comunale. Il Consiglio Comunale deve risolvere al più presto tale incresciosa situazione. C’è qualche consigliere comunale disposto a affrontare questo problema? Avrà il compito di dover affidare al Consiglio il reperimento della soluzione più acconcia. Per conoscenza, ricordo ai membri del Consiglio che la descrizione contenuta nello Statuto è ripresa ad litteram dalla Storia di Marchesani, p. 115.

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