Una passeggiata

di Luigi Murolo

Di fronte, due rette parallele che si congiungono all’infinito. Al più, un punto di fuga immaginario che nasconde il continuum dell’antica strada ottocentesca.

1
A Scaramurza di Vasto le cose vanno in questo modo. Solo qualche pianta frondosa comincia a espandersi sul tracciato che, intatto, conserva il selciato ciottoloso niente affatto scalfito da tempeste e marosi.
Il cammino di pietra d’un tempo regge. Non è come gli odierni ponti sui fiumi che cadono al primo mugghiare dell’acqua.

2
La vegetazione qua e là è ormai selva.
I terrapieni di puddinga sostengono. Solo le vie in muratura che si addossano sulla falesia cedono.

3

Presenze familiari si ergono sui piangoni (scogli). Ma non sono protagoniste; sono parti di un tutto.

4

Le brume vespertine di dicembre sfumano un paesaggio altrimenti rifinito. Quasi per magia, la solitudine trova la sua rappresentazione incantata.

5
A Scaramurza di Vasto le cose vanno in questo modo. Anche al Trave si ode la stessa voce.

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