ALLA FOCE DEL SINELLO

di Luigi Murolo
Se dovessi utilizzare una foto per documentare lo stato di cose presente, non vi sono dubbi: utilizzerei il colore. Nella prima foto, sulla sponda destra in foce del fiume Sinello, l’estremo lembo del territorio di Vasto. In primo piano, da dove effettuo lo scatto, l’estremo lembo del territorio di Casalbordino. Sullo sfondo, l’immarcescibile presenza di una piattaforma petrolifera.
Sempre dallo stesso punto, facendo una lieve torsione, nella seconda foto, incontro il colle vastese della Cervara con i resti appena visibili dell’antico bosco di querce. Il colle proteso verso est come un cuneo è la cosiddetta “Punta della Sinella” (documentata nella cartografia settecentesca). Alla base della falesia, il canneto che copre la spiaggia di ciottoli all’incontro di fiume e mare. Addossata sul fianco della collina, una villa localizzata nelle prossimità della Galleria ferroviaria.

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Fin qui l’esistente. Ma dov’è l’anima? Dove la si coglie? Proprio lì, nel chiarore del cielo grigio con lo sfondamento albo della nuvola che nei interrompe l’uniformità. Ciò che emerge è solo l’incessante rapporto tra le correnti. Oppure là, nella seconda foto, dove traspare il gioco della diversità vegetativa con il fiume. Il resto è solo contorno.
Questo è il B/N. E in caso di pubblicazione, tra l’uno e l’altro, sceglierei il secondo.

 

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