PReferendum?

di Mauro Ferrara

 

 

 

 

Da internet percepisco che in tv c’è stata e c’è una proliferazione di spettacoli da cabaret. E di tweet e slogan sulla rete.

Mi ha convinto a scrivere la scoperta che ‘slogan’ viene dal gaelico e significava in origine ‘grido di guerra’, di tribù indoeuropee primitive. Proprio quel che ci vuole per valutare le riforme costituzionali.

Ho incontrato anche passaggi divertenti, come la tabellina con le 10 regioni che eleggono, con le condizioni del 2°, 5° e 6° comma dell’art. 57, 1 senatore (tra esse l’Abruzzo) e le 2 che eleggono ben 2.

Un po’ tardi? Ma qui ce n’è una al giorno. Leggo che c’è qualcuno che sventola una scheda con cui gli elettori eleggerebbero direttamente i senatori.

Più che una bufala, è una piccola mandria di bufale: smentisce la relazione di accompagnamento al disegno di legge del Governo S. 1429 (poco male); contrasta con il chiarissimo art. 57, secondo comma della riforma (v. testo); contrasta con l’interpretazione più semplice nel combinare le condizioni del 2°, 5° e 6° comma dell’art. 57; contrasta con la stessa proposta di legge (ordinaria) che pretenderebbe di introdurla (la cd. Chiti-Fornaro, art.2, 2° “I senatori…sono eletti dai Consigli regionali”); ignora il  metodo disposto alla prima applicazione dall’art. 39 delle riforma (legge costituzionale). Confermo, quindi, quanto scritto nel testo: nessuna elezione diretta dei senatori.

Il testo è alquanto più corto di come si presenta (lo allungano la documentazione, indispensabile sennò ognuno dice quel che gli pare, e i grafici).

Può essere un piccolo contributo ai ragionamenti che, col freddo, si faranno tra una salsiccia piccante e (+ di) un bicchiere di rosso.

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