1714: la lunga marcia dei vastesi per Bari

di Paolo Calvano

 

Arriva la metà di aprile e anche quest’anno fervono i preparativi della Compagnia di Bari per perfezionare la preparazione  del pellegrinaggio a piedi al Santuario di S. Nicola. E una tradizione secolare che viene ogni anno rinnovata con grande e appassionata partecipazione dal popolo vastese.  Proprio in questi giorni nell’archivio della Confraternita del Carmine sono stati trovati documenti risalenti al 1714 che già attestano questa devozione. Raccontiamone brevemente la storia.

Il 27 aprile 1714 nella Chiesa della Madre Santissima del Monte Carmelo gli aderenti alla Confraternita del Carmine si riuniscono, alla presenza del passato priore don Diego Maciano e di quello presente Gaetano Santilli, per deliberare questo Santo viaggio e la copertura delle spese conseguenti.

Il viaggio viene espressamente compiuto come ringraziamento «al Glorioso Santo per tutte le grazie fatteci ottenere dalla Misericordia di Dio nel liberarci dal castigo delle verrucole, per l’abbondanza dei frutti degli oliveti, per il felicissimo ritorno di Sua Altezza [ndr. Cesare Michelangelo d’Avalos] e per la recuperata salute della Signora Marchesa [ndr. Ippolita dAvalos]».

Lo stesso giorno la Compagnia parte dalla chiesa del Carmine per approdare, dopo la tappa intermedia alla Grotta di S. Michele Arcangelo al Monte Gargano, alla tomba del Glorioso S. Nicolò di Bari e partecipare nella prima decade di maggio alle feste a Lui dedicate. L’organizzatore è don Diego Maciano, presbitero di Santa Maria e autore della famosa Cronaca Vastese (1700-1729), pubblicata nel 1983 dal Club «Amici di Vasto». Il Maciano, focoso partigiano di Santa Maria, testimone e appassionato protagonista degli anni in cui il Marchese Cesare e il feudo avalosiano vivono gli ultimi momenti di gloria, è accompagnato da altri 5 sacerdoti, 6 esponenti di famiglie signorili, 11 mastri artigiani e 45 popolani. Ciliegina sulla torta è la partecipazione di un’unica donna.  Il ritorno a Vasto avviene l’11 maggio.

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