Χριστὸς ἀνέστη (Christòs anéste)

di Luigi Murolo

 

 

Χριστὸς  ἀνέστη

(Christòs anéste)

Buona Pasqua

 

 

Così il poeta epico tardo ellenistico Nonno di Panopoli (IV secolo) rilegge nella Μεταβολή τοῦ κατὰ Ἰωάννην ἁγίου εὐαγγελίου  (Parafrasi del S. Vangelo secondo Giovanni) il tema giovanneo del «sepolcro vuoto» (uso la traduzione di Domenico Accorinti in Nonno di Panopoli. Parafrasi del Vangelo di S. Giovanni, Introduzione, testo critico e commento a cura di Domenico Accorinti, Pisa 1996):

 

 

Al risveglio della prima aurora dopo il sabato,

di buon’ora Maria di Magdala, amica delle lacrime,

muoveva i suoi passi verso il sepolcro, quando sulla terra ombrata

l’astro nottisorgente del mattino inoffuscato vagava.

E la pietra vide scalzata dalla porta terrestre,

enorme, rotolata a terra, fardello del suolo,

e nudo il sepolcro dove Giuseppe, col suo gravoso carico,

Gesù aveva deposto sull’umile giaciglio di sabbia.

Vi si fermò la notturna viatrice (al grembo

stringeva gli aromi per il morto) e accarezzò quel giaciglio deserto,

bramosa di ungere il defunto che aveva lasciato.

Non lo trovò. Con passo sollecito

ritornò verso casa e a Pietro che guardava in terra

e all’altro con lui, il discepolo che il Signore amava,

d’una sola voce rivelò la notizia del sepolcro vuoto.

 

 

Ho letto questo brano proprio all’alba mentre, anche se coperto dalle nubi, «l’astro nottisorgente vagava». Una sensazione di struggente bellezza! Ho rivisto, poi, il bassorilievo del Quem quaeritis di Monteodorisio (su cui tornerò in seguito) accompagnato da un canto gregoriano tratto dal tropario di S. Gallo. Ne sono rimasto ancora una volta affascinato!

Che cosa posso dire! A tutti Christòs anéste.

 

 

monte
Il Quem quaeritis di Monteodorisio

 

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