Per la genealogia di Gianna Spadaccini

di Luigi Murolo

 

Carissima Gianna,

rispondo subito alle tue domande a partire da una premessa: come potrai osservare, gli atti di battesimo dei tuoi avi che qui pubblico sono redatti in latino; al contrario gli Stati d’anime (che sono una specie di stato di famiglia ecclesiastico) sono vergati in italiano. Ciò sarà importante per capire che cosa sarebbe accaduto nella registrazione in ambito ecclesiastico.

A questo punto posso iniziare.

Il primo atto che tu vedi  è quello del tuo bisnonno Gennaro. Com’è ovvio, sono indicati il nome  del padre e della madre (fig. 1):

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Nel testo è scritto che, il 10 luglio 1852, al n. 252 del registro, nella chiesa di San Giuseppe,  l’arciprete Giuseppe Spataro ha battezzato il bambino nato ieri (cioè il 9 luglio) dai coniugi Giovanni Spadaccini e Maria Filippa d’Angelo cui è stato imposto il nome di Gennaro (il nonno di tuo padre). La madrina di battesimo risulta essere la levatrice Grazia Di Chiacchio.

Il secondo atto che tu incontri è quello della tua bisnonna Concetta Ienni (in realtà, Di Ienno), atto in cui sono indicati il nome del padre e della madre (fig. 2):

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Sempre nello stesso registro, al n. 2088, viene dichiarato che, il 10 dicembre 1856, l’arciprete Giuseppe Spataro, nella medesima chiesa, ha battezzato nello stesso giorno, una bambina nata dai coniugi Giuseppe Ianni e Luisa Gileno. La madrina del battesimo risulta essere la levatrice Carmela Di Chiacchio, moglie di Nicola Maria Ghezzi.

Ora fa attenzione. Il cognome effettivo è Ienni non Ianni (come verrà documentato meglio tra breve). E coincide con la stessa notizia che ti ha trasmesso tuo padre. Devi però sapere che il nome di battesimo nel Regno delle Due Sicilie, scritto in latino, è declinato al genitivo: dunque, il latino Ienni, traduce, l’italiano Di Ienno. La tua bisnonna si chiamava Concetta Di Ienno, non Ienni. Come sarà confermato da un altro atto.

Passiamo ora al terzo documento. Consultando lo stato d’anime, al n. 1894 del registro (verbalizzato il 10 febbraio 1833), risulta indicato il padre di Gennaro, Giovanni (tuo trisavolo), che nasce a Vasto il 22 novembre 1808 e muore il 28 gennaio 1877 e di sua madre Maria Filippa d’Angelo, che nasce a Vasto il 10 novembre 1810 e di cui non risulta la data di morte.

Ma non finisce qui. Nel testo compare il nome di Pasquale Spadaccini (tuo quadrisavolo), padre di Giovanni che nasce a Vasto il 5 gennaio 1785 e muore il 21 settembre 1817 (nel corso della spaventosa epidemia di tifo petecchiale di cui, quest’anno, ricorre il secondo centenario) e della moglie Carmina Di Foglio (tua quadrisavola), di cui si sa che nasce a Vasto il 10 novembre 1790 (fig. 3).

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Attraverso la data di nascita di Pasquale Spadaccini possiamo risalire indietro e scoprire il nome dei suoi genitori. Nei registri dei battezzati della chiesa di S. Maria Maggiore (ripeto: di S. Maria, non di S. Pietro) alla data 6 gennaio 1785, troviamo che Pasquale, con i successivi nomi di Vincenzo, Domenico, è figlio di Stefano Spadaccini e di Lucia Villamagna (fig. 4). Padrino è Vincenzo Marchesani.

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Ora fa attenzione. La tua trisavola, Maria Filippa D’Angelo, è figlia di Gennaro D’Angelo (24 luglio 1772-1° ottobre 1823) e di Lucia Gileno (13 dicembre 1776-?). Dal che si comprende come il nome Gennaro, negli Spadaccini del tuo ramo, si instauri per la via  materna di quarta generazione ascendente.

Ultima questione è la spiegazione del cognome Di Ienno  e non Ienni. Come potrai notare, nel quarto documento che qui pubblico (corrispondente al n. 1806 dello Stato d’anime), che è in italiano, risulta essere Concetta Di Ienno.

Nota bene. Primo e quarto nome in elenco sono quelli di padre e madre della tua bisnonna Concetta. Concetta, inoltre, risulta essere l’ottavo nome dell’elenco, la cui data di battesimo coincide con l’atto con quella leggibile nel secondo atto pubblicato. Ciò scioglie ogni possibile dubbio sull’identità della persona. Ciò consente di determinare che il tuo trisavolo Di Ienno proveniva da Frisa, un paese nelle prossimi di Lanciano (fig. 5).

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Un’ultima considerazione. Maria Filippa D’Agelo, la tua trisavola paterna, è cugina di Luisa Gileno, madre di Concetta Di Ienno, la tua bisnonna. Ciò significa che lu quannuššumuèndǝ (il primo incontro tra i “promessi sposi” Gennaro e Concetta, dal punto di vista antropologico, matura in un contesto familiare. In dialetto, parìndǝ a rrǝtánnǝ, vale a dire «circolarità parentale»).

Dai dati qui esposti è possibile ricavare la seguente genealogia:

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