PER UN MUSEO FERROVIARIO A LANCIANO. LETTERA A GIACOMO DE CRECCHIO

di Luigi Murolo

 

 

In un dibattito avviato su Facebook dall’amico Giacomo De Crecchio di Lanciato, ho partecipato con il seguente intervento.

 

 

 

Caro Giacomo,

 

sai che su un totale di ca. 2700 delle vecchie stazioni FS ben 1413 sono in discreto stato di conservazione? Il dato è del 2014. Non solo. Sai che, sempre dalla stessa data, un progetto ad hoc prevede l’affidamento delle  strutture disponibili alla gestione in comodato d’uso gratuito, e talvolta in locazione, di enti locali e associazioni non profit, chiedendo loro in cambio l’impegno a mantenere lo stabile pulito e funzionante? Non sono informato. Ma la Sangritana, prima di essere “Tua”, ha proceduto in una direzione di questo tipo? Se non l’ha fatto, quello stesso prgetto potrebbe essere proposto ai vertici regionali per procedere al recupero e al riuso di questi beni culturali (che devo dire. Farebbe specie vedere la “velocità” dello Stato in anticipo sulla “immobile velocità” della Regione!).

Ma aggiungo una considerazione. Tre anni prima, il 28 luglio 2011, l’Associazione Dopolavoro Ferroviario di Pescara, insieme con l’amministrazione comunale della stessa città, presentano l’avvenuto restauro di una locomotiva a vapore gruppo 740 351 (costruita tra il 1919 e il 1913). Un pezzo di un secolo fa. (figg. 1, 2, 3,) La domanda che ti pongo è la seguente: quanti, a Pescara, si saranno accorti della sua esposizione nel piazzale della vecchia stazione, oggi destinato a parcheggio? Vedi, caro amico, una rondine non fa primavera. Paradossalmente può anche accadere che la massiccia presenza di un oggetto così ingombrante possa diventare invisibile. Io non so se la Sangritana disponga di un deposito di locomotori o di vagoni (mi auguro, ad esempio, che non sia finito in fonderia il vecchio vagone abbandonato nella splendida stazioncina di Castel Frentano, oggi scomparso). Se così fosse, la vecchia stazione Sangritana di Lanciano potrebbe diventare un importante museo delle ferrovie (sarebbe straordinario trovare un locotender Mallet costruito dalla Borsig con cui inizia la storia della Sangritana) (fig. 4).

 

image004
Pescara, Vecchia stazione: Locomotiva a vapore mod. 740 351 (1919-1923)

 

 

colonna idraulica
Pescara, Vecchia stazione: Colonna idraulica (1935)

 

image002 (2).jpg
Scheda tecnica della locomotiva

 

image  004.jpg
Locotender Mallet, la prima locomotiva utilizzata dalla Sangritana

Ma c’è di più. Potreste rivolgervi a Pietrarsa (Napoli), dove nel 1989, le FF.SS hanno allestito uno dei più significativi Musei ferroviari d’Europa che si sviluppa su un’area di 36 mila metri quadrati di cui 14 mila coperti e dove all’esterno troneggia la grande statua in ghisa di Ferdinando II (quattro metri di altezza ca.), re delle due Sicilie. Devi sapere che quella statua era stata fusa nello stesso opificio di Pietrarsa nel 1852. E la ragione è semplice. A quella data nessuno, aveva dimenticato che nell’editto del 22 maggio 1843 il sovrano aveva dichiarato:

«È volere di Sua maestà che lo stabilimento di Pietrarsa si occupi della costruzione delle locomotive, nonché delle riparazioni e dei bisogni per le locomotive stesse degli accessori dei carri e dei wagons che percorreranno la nuova strada ferrata Napoli-Capua».

 

Ho detto che potreste rivolgervi lì perché potrebbero esistere dei pezzi inutilizzati ( e aggiungo: da quel che so – ma le mie dichiarazioni vanno prese con il beneficio di inventario – la locomotiva di Pescara era conservata nella città stessa). Una ricognizione sui vecchi depositi potrebbe riservare qualche sorpresa.

Difficile? Si può sempre provare: non costa niente (se non qualche viaggio o qualche scomodo). Ma la domanda è: a chi frega una simile ipotesi? Tu, caro Giacomo, hai raccontato una storia. E non credo che oggi la risposta sia diversa. Ma una cosa deve essere chiara: ognuno deve dire a se stesso: ci ho provato. Solo per avere la coscienza tranquilla. Poi … lasciamo perdere.

 

Un caro saluto

 

I commenti sono chiusi.