VIAGGIO TRA LE CARTE. LA VISITA DI ITALIA NOSTRA DEL VASTESE ALL’ARCHIVIO STORICO COMUNALE DELLA CITTA’

di Luigi Murolo

 

 

C’è il fascino del tempo sospeso tra gli oltre trecento metri lineari di antiche carte conservate dall’Archivio Storico Comunale di Vasto. Dalle scritture corsive su pergamena redatte dalla cancelleria angioina di XIV secolo fino ai materiali dattilografici di metà Novecento e agli ultimi esempi calligrafici  (1961) di deliberazioni consiliari. Un formidabile intreccio temporale  di inchiostri, di membrane pecudine, di bambagina che, in allineamento sincronico, offrono una successione diacronica di seicento anni o di sei secoli, se qualcuno preferisce quest’ultima formula. Quasi non bastasse, l’istituzione comunale custodisce manoscritti di autori vastesi (Viti, Bassano, de Benedectis, Maciano, Benedetto Maria e Filippo, Gabriele e Antonio Rossetti, Luigi Marchesani – tanto per citare qualche nome –). Ma anche archivi privati di scrittori come Romualdo Pantini, Giuseppe Tiberi  e di esploratori come Ernesto Cordella (le carte palizziane, al contrario, sono nella Biblioteca Comunale Mattioli). Del primo, anzi, è serbata  la corrispondenza con grandi intellettuali del suo tempo quali Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli, Francesco Paolo Michetti, Francesco Paolo Tosti, Arturo Graf ecc. Di questo manipolo di lettere, vale pena presentare in questa sede due missive autografe: una di Giovanni Pascoli (1900), l’altra di D’Annunzio (1903). L’intero archivio di Pantini (1877-1945) viene donato all’istituzione comunale dal fratello uterino di Romualdo, Carlo Palmili (1892-1953) – entrambi nati dalla stessa madre, Elisabetta Cardone, che in prime nozze sposa Michele Pantini e, da vedova, in seconde, Vincenzo Palmili –. Il dicembre 1948 (settant’anni, l’anno prossimo) è la data che consente– tre anni dopo la scomparsa dell’intellettuale – la messa in sicurezza di questo patrimonio culturale.

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Archivio Storico Comunale di Vasto (d’ora in poi, ASCV): Lettera autografa di Gabriele D’Annunzio a Romualdo Pantini

 

 

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ASCV: Lettera autografa di Giovanni Pascoli a Romualdo Pantini

 

Ma se di Pantini oggi si parla, di Palmili – anche lui artista, ma soprattutto, custode delle memorie fraterne – si è persa anche la traccia. Chi ha tempo, può recarsi in un luogo particolare, l’archivio dei corpi – altrimenti detto cimitero – dove una tomba emerge per le sue condizioni conservative che, proprio perché senza eredi (e ciò vuol dire senza manutenzione), vale la pena mostrare:

 

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La tomba dell’artista Carlo Palmili, fratello di Pantini e donatore dell’archivio

 

Ma se gli uomini d’oggi non sanno custodire la memoria dei corpi, quelli di ieri hanno saputo perfino salvaguardare le carte. Ad esempio, il diploma di re Ladislao del 1° luglio 1389, XII indizione:

 

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ASCV: Diploma di re Ladislao, 1° luglio 1389, XII ind.

 

Che cosa dire del Libro dei fuochi del 1665?

 

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E della Leva napoleonica? Qui di seguito una pagina dei giovani vastesi nati nel 1792 chiamati alle armi nel 1807 per diventare soldati di Napoleone, soprattutto nella campagna di Russia:

 

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ASCV: Elenco della prima Leva napoleonica dei giovani vastesi (1807) nati nel 1792

 

 

Per non parlare degli elenchi dei naviganti e dei pescatori in periodo borbonico. Qui di seguito, una pagina degli uomini del mare del 1850:

 

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ASCV: Elenco degli uomini del mare (1850)

 

Gli argomenti sono molteplici. Tutti a portata di mano di nuovi studiosi o di curiosi che vogliono comunque approfondire questioni storiche sulla base della consultazione di documenti per lo più sconosciuti. Qualcuno oggi scrive di storia senza aver mai visitato l’archivio, macinando e rimacinando temi già di per sé triti e ritriti. Ecco perché la sezione di Italia Nostra del Vastese propone un viaggio tra le carte per favorire la conoscenza e la comprensione dei beni culturali esistenti nella città. In effetti, l’Associazione ha già svolto un corso per la formazione docenti che ha prodotto una splendida mostra organizzata dagli allievi del Polo Liceale Mattioli di Vasto che visiteremo. Anche quest’anno si continuerà in questo lavoro di didattica degli archivi i cui elementi basilari si enunciano in visite come queste.

A tutti, un buon invito al viaggio.

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