QUEL RECENTE LIBRO IN CERCA D’AUTORE

di Luigi Murolo

 

 

La vicenda merita di certo qualche attenzione non foss’altro perché da qualche giorno sto parlando dell’archivio storico comunale di Vasto. Ma questa volta non voglio discutere della struttura. Ma di chi vi lavora da anni con amore e abnegazione. Già! Renata D’Ardes merita il più vivo ringraziamento dei frequentatori (che, in verità, non sono più i volti dei soliti noti, ma quelli di una comunità di giovani studiosi che sta crescendo e che, in Renata, trova una validissima guida sempre disponibile). Svolge lavori di grande importanza per i ricercatori. Ad esempio l’indice sistematico di tutte le deliberazioni del Consiglio  Comunale di Vasto dal 1869 (anno del suo inizio. Prima [dal 1807], funzionava il Decurionato su cui la D’Ardes sta operando). E con Paolo Calvano ha pubblicato un utilissimo volume sugli Archivi privati vastesi. Non solo. Ma Renata si reca ogni quindici giorni presso l’Archivio di Chieti per fotografare i fondi statali e renderli digitalmente accessibili agli studiosi (quando lo stesso Archivio di Stato sarebbe disposto a cedere in comodato la parte relativa agli atti su Vasto. Ma dall’Amministrazione, silenzio). Aggiungo. Ve l’immaginate, grazie al lavoro di ricerca della dipendente, ritrovare, attraverso fotografie digitali, l’intera collezione vastese dei Ruoli Patenti. Mi chiedo: in quale archivio comunale si può trovare una persona così innamorata del proprio lavoro? Ma c’è di più. Ha continuato a lavorare con la stessa alacrità, anche quando, nel 2015, il Comune ha dato alle stampe il volume Delibere del Consiglio Comunale della Città del Vasto 1869-1961 “dimenticando” il nome dell’autrice e senza nemmeno un ringraziamento. Chi avrebbe sopportato tale inaccettabile «smemoratezza»? Non dico altro. Posso solo aggiungere che su questo libro ho scritto una breve recensione dove ho manifestato tutto il mio apprezzamento. Ma non tanto per esprimere il mio giudizio. Quanto per ringraziare e ricordare il nome di chi l’ha pensato e l’ha scritto. Cosa voglio dire? Semplice. Mi piacerebbe solo che, nei confronti di Renata D’Ardes,  si procedesse a un atto formale per riparare l’ingiusta dimenticanza.

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