UNA PRECISAZIONE

di Luigi Murolo

 

In data giovedì 24 agosto 2017 il blog “Noi Vastesi” ha pubblicato il seguente articolo che qui ripropongo integralmente:

 

Scavo “anonimo” di Piazza Rossetti:

anfiteatro, ninfeo di epoca romana o la fontana della foto?

di GIUSEPPE CATANIA

Su Primo Piano (11.11.2014) è apparso un articolo dal titolo: “Delimitato e coperto con un vetro, continua, però, ad essere privo di una qualsiasi indicazione -L’Anfiteatro romano di Piazza Rossetti: lo scavo anonimo.”

Inoltre veniva rilevato che nonostante il “cinguettio del Comune di Vasto su Twitter, con tanto di suggestivo fotomontaggio per rendere l’idea della struttura della piazza rispetto al sottostante anfiteatro, il riferimento è anche ad uno scavo presente nei pressi della torre di Bassano, emerso nell’ambito dei passati lavori di ripavimentazione dell’anello esterno della piazza Rossetti, proprio al centro della città”.

Su “NoiVastesi” il 3 gennaio 2015 abbiamo precisato che si tratta di un “Ninfeo”, cioè una fontana alimentata dall’antico acquedotto romano delle Luci, la cui denominazione fa riferimento alla divinità femminile “Ninfa” protettrice  delle acque, che i romano veneravano per rispetto della natura.

Davide Aquilano interveniva con commento a detto articolo, facendo riferimento alla conferenza promossa da Italia Nostra il 29 maggio 2014, tenuta dal prof. Luigi Murolo. Ma  alla conferenza con il  prof. Murolo, alla quale abbiamo partecipato, non si è parlato di “NINFEO”, ma semplicemente di fontane alimentate dall’antico acquedotto delle “Luci”.

Il “ninfeo” da noi esclusivamente ricordato e come oggi si presenta,è scavato in profondità rispetto alla base della torre di Bassano, mentre il riferimento alla “fontana” alimentata dall’acquedotto delle Luci (ora scomparsa) era situata sull’attuale piano strada.

Tanto per la precisione, a scanso di equivoci.

 

Non devo aggiungere nulla, se non due osservazioni:

1.In un intervento dal titolo La via degli antichi Anfiteatri. Un ponte culturale tra Vasto, Larino, Venafro pubblicato su «I fatti del Nuovo Molise» (quotidiano diretto da Pino Cavuoti) in data 29 luglio 2012 ho espresso il seguente punto di vista:

[…] piazza Rossetti dimostra il continuo reimpiego della complessa architettura romana fino alla sua dissoluzione. Dapprima anfiteatro, poi verlasce (guarlasi) e infine segmento della cinta muraria urbica. L’attuale rinvenimento – quasi in superficie – di un organismo absidato in opus latericium (il cui recente scavo, per la verità, condotto in modo piuttosto frettoloso non chiarisce se si tratta di una chiesa paleocristiana o di un ninfeo – certamente non parte dell’anfiteatro) suggerisce un intervento destrutturante sulla cavea già in epoca tardoantica.

2. Della conversazione da me tenuta il 29 maggio 2014 dal titolo Vasto, storia di una piazza. A 90 anni dal progetto per l’antico largo del Castello esiste un unico resoconto pubblicato dal cav. Giuseppe Catania («Noi vastesi», 6 giugno 2014). L’articolista ha avuto la bontà di scrivere che «[…] Murolo ha anche fatto riferimento ai numerosi acquedotti, tra cui quello delle “Luci” che alimentavano le numerose fontane e i “ninfei”[…]».

 

“Tanto per la precisione, a scanso di equivoci”